CDM Ciclocross, gli organizzatori: “È un sport invernale e dovrebbe essere alle Olimpiadi. Più squadre WorldTour dovrebbero avere un team dedicato”

La Coppa del Mondo di Ciclocross 2025/2026 sta per iniziare e gli organizzatori analizzano le prospettive della stagione. Il massimo circuito prenderà il via domenica 23 novembre a Tabor, in Repubblica Ceca, e sarà composto da dodici tappe. Una disciplina che sta acquisendo sempre maggiore rilevanza, considerando la possibilità di un inserimento ai Giochi Olimpici Invernali, seppur difficile, e quella della futura normativa UCI che permetterà di utilizzare i punti ottenuti nel cross anche per il ranking su strada. C’è quindi un chiaro progetto di sviluppo del ciclocross, come ha spiegato Tomas Van Den Spiegel, CEO di Flanders Classics, che è l’organizzatore della Coppa del Mondo, oltre al Superprestige.

Il calendario di questa stagione sarà nuovamente concentrato nel periodo natalizio, con ben cinque prove in sedici giorni e secondo alcuni servirebbe anticipare l’inizio, ma non è questa la linea degli organizzatori. “Lo scorso anno abbiamo scelto insieme all’UCI di iniziare molto più tardi e di concentrare la Coppa del Mondo tra fine novembre e i Mondiali – ha dichiarato Van Den Spiegel in un’intervista a WielerFlits – È stata una buona decisione, e l’intenzione è di mantenere questa struttura […] Vogliamo soprattutto essere presenti nei mesi in cui il ciclocross è lo sport invernale numero uno in molti Paesi, e non sono certo ottobre e novembre, dobbiamo essere onesti. Molti corridori su strada finiscono di correre solo a fine ottobre e poi l’attenzione si sposta lentamente sul ciclocross, con un picco tra dicembre e gennaio”.

Altro aspetto su cui viene posta particolare attenzione è la scarsa internazionalizzazione del ciclocross, che resta uno sport in voga soprattutto in Belgio, che infatti ospiterà ben sette delle dodici tappe stagionali, mentre una sarà in Italia, a Terralba, in Sardegna. Questa situazione è dovuta anche a difficoltà organizzative, ma la volontà di espandere gli orizzonti è chiara, come ha sottolineato Van Den Spiegel: “Penso che rimanga una buona idea globalizzare il ciclocross, ma abbiamo visto in passato con le prove americane che non è così semplice. Deve prima di tutto essere compatibile con l’attuale calendario. Non puoi semplicemente fare viaggi lontani a metà stagione, perché tutto il resto del calendario ne risentirebbe. Se dovessimo andare in luoghi più lontani, dovrebbe essere un progetto coerente”.

La collocazione sempre più marcata del ciclocross come uno sport invernale ha portato anche ad ipotizzare l’inserimento di questa disciplina tra quelle olimpiche, anche se per il momento non sembra esserci stata un’apertura concreta da parte della Federazione dei Giochi Olimpici Invernali. Gli sforzi per raggiungere l’obiettivo a cinque cerchi comunque continueranno: “Siamo ovviamente felici di aver mostrato in Val di Sole che il ciclocross è davvero uno sport invernale e di averlo così portato all’attenzione del movimento olimpico – ha proseguito Van Den Spiegel – Lo sport si svolge davvero in inverno e continuiamo a credere che il ciclocross debba essere presente ai Giochi Invernali. Ma questa non è una nostra decisione. Per noi organizzatori non cambierebbe moltissimo, ma per lo sport in sé sì”.

Altro aspetto importante riguardo il futuro del ciclocross riguarda il cambiamento della normativa UCI riguardante i punteggi: con l’inserimento dal 2027 dei punti ottenuti nel ciclocross nel conteggio del ranking internazionale su strada, Van Den Spiegel ritiene la decisione importante, ma ancora da approfondire. “Sarà interessante vedere quale sarà l’impatto, dobbiamo vedere nella pratica cosa significherà – aggiunge in merito – Allo stesso tempo, per me è una scelta ovvia ed è strano che non ci siano più squadre WorldTour ad avere una sezione ciclocross. Lo dico da anni. Puoi passare da 8-9 mesi di visibilità a quasi 12 mesi, con budget relativamente limitati.”

A dare un contributo fondamentale alla visibilità del ciclocross ci sono sicuramente i due grandi nomi che hanno reso memorabili le gare degli ultimi anni, ovvero Wout van Aert e Mathieu van der Poel. Per entrambi il focus attuale è ormai spostato in modo deciso sulla strada, ma gli organizzatori mantengono con loro un rapporto privilegiato, per cercare di averli presenti nelle corse più importanti. “Non sono solo i migliori ciclocrossisti della loro generazione, ma anche tra i cinque migliori corridori su strada dell’ultimo decennio – ha sottolineato Van Den Spiegel – È chiaro che li vorremmo al via il più spesso possibile. Comprendiamo che non possano più iniziare a correre in ottobre o novembre come quando erano giovani. Ma abbiamo buone relazioni con i loro management per capire cosa sia possibile fare. Cerchiamo di costruire insieme a loro un programma, senza voler interferire troppo”.

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